Dalla galleria dei Santi

Dalla galleria dei Santi
Pura icona rigorosamente in bianco e nero

venerdì 30 luglio 2010

Silvio Berlusconi: da Cesare a Piccolo Cesare?

Presento un articolo piuttosto originale tratto dal blog di Andrea Carancini, che riguarda la parabola discendente - tuttora in pieno corso - del mafioso-mediatico di Arcore, da Cesare quale era decaduto al rango di Piccolo Cesare, braccato dalla grande finanza anglo-americana, dagli obamiani e dai finiani ...
In foto, il grande attore americano di origine ebraico-romena Edward G. Robinson, interprete dell'indimenticabile film Little Caesar di Mervyn Le Roy [1931].
Un giudizio su Robinson attore, che assomiglia vagamente e curiosamente a al vecchio satiro-venditore-malfattore Berlusconi, ma che pur sempre esprime molta più grinta, dignità e capacità di dominare la scena, pur nella negatività del personaggio da lui incarnato:
"Piccolo di statura, massiccio, arcigno, dallo sguardo raggelante, e dal fare sbrigativo, questo era il tipo di gangster che Robinson portò sullo schermo. Egli possedeva indubbiamente il fisico e il temperamento adatti per impersonare i delinquenti e gli affaristi corrotti che in quel tempo imperversavano nelle grandi metropoli e riempivano le cronache dei giornali nell'America. Ma Edward G. Robinson era anche un uomo colto e un grande artista di estrazione teatrale, adorava la pittura tanto da arrivare ad avere, verso gli anni Cinquanta, una delle più prestigiose collezioni di quadri di tutto il mondo. Ma purtroppo rimase sempre legato al cliché del gangster ed ebbe raramente la possibilità di mettere in luce, in ruoli diversi, il suo eccezionale talento recitativo."
Ultima nota curiosa, che lo differenzia nettamente dal meschino piazzista Berlusconi mascherato da "Cesare" postmoderno: gangster per antonomasia sul grande schermo, legato fino alla morte al personaggio criminale di Rico, Robinson fu inserito a suo tempo nella lista nera del maccartismo, perché sospettato, a causa del suo impegno politico, di essere comunista.

Buona lettura, cari compagni staliniano-polpotiani.


http://andreacarancini.blogspot.com/
mercoledì 28 luglio 2010

Silvio Berlusconi: da Cesare a Piccolo Cesare?
Da qualche tempo accadono fatti inquietanti nella politica italiana, davvero inquietanti. È di pochi giorni fa infatti l’intervista “bombastica” (la definizione è di Roberto D’Agostino) con cui l’ex “Maestro Venerabile” Gioele Magaldi ha sferrato un attacco senza precedenti[1] – da massone a massone – a Silvio Berlusconi. Magaldi ha poi rincarato la dose con una “lettera aperta” al premier ancora più “bombastica”[2].Nella detta intervista mi ha colpito soprattutto il passaggio in cui Magaldi parla degli Stati Uniti e dice:
“Dalla prima democrazia massonica del Mondo, oltre-oceano, soffia un vento di rinnovamento e rigenerazione sia per la politica che per la massoneria internazionale. E l’Italia non potrà rimanerne indenne…”.
Il concetto è stato ribadito nella “lettera aperta”, dove Magaldi scrive:
“Intanto, come ben sai (o ti hanno tenuto all’oscuro?), proprio a partire d’oltre Atlantico, dalla Prima Repubblica Democratico-Massonica al mondo, è in atto un ambizioso progetto di rigenerazione e rivoluzione delle dinamiche (invero poco commendevoli) politiche e culturali dominanti nell’era del Figlio del Fratello Bush Senior (2000-2008). Basta con certi intrallazzi profittevoli ma vergognosi e basta con il supporto a regimi politici occidentali che tendano a trasformarsi in “Democrature” stile repubblica delle banane…”.
A questo punto, rilevo un altro fatto inquietante: questo duplice attacco cade negli stessi giorni in cui è in corso l’inusitata inchiesta della Procura di Roma sulla cosiddetta P3. Dico inusitata, perché certo non è normale che una Procura come quella di Roma, notoriamente e abitualmente filo-governativa, prenda di petto il governo con una delle sue inchieste.Rilevo poi un terzo fatto inquietante: sempre in questi giorni (il 19 Luglio) gli americani sono tornati alla carica per ridimensionare l’ENI[3], quell’ENI da sempre malvista oltre Atlantico per la ben nota tendenza alla libertà imprenditoriale in un settore strategico come quello dell’energia.Tutto ciò (in particolare i riferimenti al “vento d’oltreoceano”) mi ha fatto venire in mente, chissà perché, un articolo dell’anno scorso apparso sul quotidiano della Confindustria in cui – riferendo i giudizi sul premier italiano espressi dal Financial Times – si diceva che “Silvio Berlusconi è diventato un alleato «difficile» per i partner USA e UE”[4], specificando che “sotto tiro”, in particolare, era “l’accordo con la Russia per il gasdotto South Stream e le recenti aperture all’Iran”.L’appoggio di Berlusconi al South Stream “sta provocando molta rabbia a Washington e a Bruxelles”, riferiva l’articolista. E ancora: l’Italia, è sempre il “Sole24Ore” che parla, “quest’anno ha fatto infuriare la Gran Bretagna cercando di stabilire un dialogo diplomatico con l’Iran”.Chissà allora come si saranno arrabbiati, tutti costoro, quando hanno appreso che Berlusconi non solo si è permesso di appoggiare il South Stream ma ha osato promuovere anche il North Stream[5]!Torniamo indietro di qualche mese. Dopo la “rabbia” degli americani e degli eurocrati per i - fruttuosi - rapporti dell’Italia con la Russia di Putin e l’Iran di Ahmadinejad, ecco un’altra “breaking news” apparire sui giornali: “E ORA GLI AMERICANI PUNTANO SU GIANFRANCO – A Febbraio viaggio in USA da «interlocutore privilegiato»”, titolava il 25 Novembre 2009 la Stampa[6]. Nel pezzo in questione si parlava anche di un curioso personaggio, il cui nome ai più non dice nulla: Alessandro Ruben, definito “il vero ministro degli esteri di Fini”. Ruben è dal 2004 il Presidente italiano[7] della ben nota Anti-Defamation League of B’nai B’rith. Guarda caso, pochi giorni prima – l’11 Novembre - dell’annuncio del feeling tra gli americani e Fini, quest’ultimo aveva incontrato Abraham Foxman, Direttore internazionale della medesima ADL[8].Il viaggio di Fini negli USA, anche grazie a Ruben è un successo: gli americani sono soddisfatti, anche perché quando il presidente della Camera torna in Italia se ne esce con la frase seguente: “Non devono essere gli interessi delle imprese italiane che lavorano in Iran a dettare la politica estera italiana”[9]. E aggiunge: “Finmeccanica segua l’esempio dell’ENI”[10].Berlusconi è costretto a inseguire Fini e a tarpare le ali all’ENI, almeno con l’Iran[11]. Ma ormai l’”uomo degli americani” è il presidente della Camera e il premier non può evitare la nascita della fronda interna[12].Povero Silvio: anche il B’nai B’rith gli ha voltato le spalle!Il resto è storia di questi ultimi giorni, con lo scoppio dello scandalo P3, le esternazioni massoniche e “finiane” e la “discesa in campo” di Niki Vendola quale “Obama italiano”. Berlusconi cerca di tamponare ma la situazione è critica: in troppi ormai stanno cercando di far fare a “Cesare” la fine di Piccolo Cesare, il gangster americano magistralmente intepretato da Edward G. Robinson.A questo punto è lecito porsi qualche domanda: come mai la “sinistra” italiana, a cominciare da quotidiani come l’Unità, oltre a opporsi a Berlusconi, come è giusto che sia, si oppone anche[13] a quel minimo di politica energetica autonoma portata avanti da quest’ultimo? Come mai si discute tanto di mafia e di massoneria ma non si discute mai della perdurante sudditanza dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti, da cui storicamente discende il duplice ceppo – massonico e mafioso[14] – del nostro paese? E non sarà che in tutto questo discorso sulle stragi del 1992-93, discorso che pur tante speranze di cambiamento ha suscitato e continua a suscitare, i “maestri del discorso” continuano ad essere sempre gli americani?[1] http://sottoosservazione.wordpress.com/2010/07/22/la-bombastica-intervista-del-massone-piddino-gioele-magaldi-a-%E2%80%99vanity-fair%E2%80%99/[2] http://www.grandeoriente-democratico.com/lettera_aperta_n1_al_Fratello_Silvio_Berlusconi_del_26_luglio_2010.html[3] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-19/knight-vinke-torna-carica-133226.shtml?uuid=AYfzjD9B&fromSearch[4] http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/06/visti-da-lontano-berlusconi-alleato-difficile-250609.shtml[5] http://www.iltempo.it/interni_esteri/2010/04/26/1152703-putin_incontra_berlusconi.shtml?refresh_ce[6] http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200911articoli/49724girata.asp[7] http://www.mosaico-cem.it/mostra_bollettino_att4.php?id=2[8] http://www.camera.it/434?shadow_paese=14879[9] http://www.jerusalem-holy-land.org/Fini%20cameriere%20e%20burattino%20di%20Ruben.pdf[10] http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nazionale/news-dettaglio/3752507[11] http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/05/news/eni_iran-2192389/[12] http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2010/04/22/visualizza_new.html_1765317810.html[13] http://www.altrainformazione.it/wp/2009/08/09/gli-stati-uniti-il-gasdotto-south-stream-berlusconi-e-la-sinistra/[14] Sul rapporto governo degli Stati Uniti-mafia –massoneria, a partire dal 1945, vedi, in FRATELLI D’ITALIA, di Ferruccio Pinotti (BUR, 2007) il paragrafo Logge pulite e logge sporche tra Calabria e Sicilia (p. 524 e seguenti). Sul rapporto governo degli Stati Uniti-mafia, vedi anche, sul blog di Beppe Grillo, l’intervento di Nicola Biondo: http://www.beppegrillo.it/2010/03/1943_cosa_nostr.html

lunedì 19 luglio 2010

Disordini di Grenoble ed altre facezie


Altro giro, altra corsa.
Questa volta parte da Grenoble.
La polizia spara ad un rapinatore di casinò e la under-class urbana insorge.
Ma questi non sono tutti moros franco-algerino-islamici come quelli di Parigi nel novembre del 2005.
Questi sparano anche agli elicotteri.
Come i moros del 2005, però, distruggono per distruggere, non si riconoscono se non nella rabbia.
Inquietante analogia.
Sarà forse un divertimento provocato dalla noia mortale che infonde ad umani e sottoumani il nichilismo dell'epoca?
In qualche giorno, anzi, in qualche notte, 60 auto incendiate.
L'insurrezione cieca e senza una guida politica, nella piena "incoscienza di classe", è un fuocherello che la prima pioggia spegnerà.
Potrà lasciare qualche carcassa di auto nelle strade, qualche maceria fumante, qualche cadavere, ma niente di più.
Recaille o idiotizzati che vivono ai margini? Lontani epigoni del lumpenproletariat antirivoluzionario e criminale? Svaligiatori di casinò, nella fattispecie, che onorano la memoria di uno di loro, morto per qualche decina di migliaia di euro?
A noi non importa ...
Non ci interessa il destino di questa teppaglia anarcoide.
Noi aspettiamo il momento della Rivoluzione!
Eugenio Avati Ostilio
19 luglio 2010

martedì 6 luglio 2010

Krugman, Stiglitz, Attali, ovvero L'economia politica critica prende per i fondelli le masse depauperizzate e idiotizzate



Cari postproletari, cari ceti medi depauperizzati, cari pauper tutti,

dovete sapere che esiste una subdola e falsa critica al capitalismo ultimo mutante finanziario, più che tollerata dai sistemi di potere e di controllo e ben inserita nell'establishment accademico, che postula timide misure "per affrontare la crisi" senza rinunciare a Finanza-Mercato-Globalizzazione, per mantenere in piedi strutture di potere e di espropriazione che della crisi si alimentano per promuovere altri saccheggi di risorse e maggior de-emancipazione, per supportare con piglio ipocritamente riformatore il Liberalcapitalismo assassino.

Krugman, Attali e Stiglitz - quali nuovi Ricardo, Say e Malthus - saranno forse i nuovi "classici" dell'inganno dell'economia liberale per il ventunesimo secolo, impegnati come sono nel propagandare il messaggio che ... il capitalismo è buono, la globalizzazione pure, bastano dei correttivi, che ne sò ... un poca di spesa pubblica in più, investimenti sulla conoscenza, qualche controllo sugli squali-banca.

Krugman, ad esempio, premio Nobel 2008 e molto attivo sulle pagine del giornale globalista/ oligarchico New York Times, ci propina la Terza Depressione mondiale, quella in atto, dopo la Lunga Depressione di fine Ottocento [1873-1896 circa] e la Grande Depressione novecentesca del 1929. Non ci dice chiaramente Krugman - il nuovo Ricardo? - che se dopo la Lunga Depressione è scoppiata la Grande Guerra e dopo il Crollo del 1929 è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, siamo ora a rischio di un conflitto Globale Generalizzato - da guerra dei mondi in un solo pianeta - e non ci dice, il grande economista interno alle logiche di questo capitalismo mutante, che l'unico modo per evitare l'Armageddon sarebbe una definitiva Fuoriuscita dal Capitalismo ed il superamento delle sue logiche aberranti.

Che se li tengano, Krugman, Attali e Stiglitz! Noi vogliamo non un'economia politica critica che comunque resta sotto il controllo oligarchico ed interna al sistema, ma una Nuova Critica Globale dell'Economia Politica! Marx docet!


Eugenio Avati Ostilio, critico dell'economia politica
6 luglio 2010

giovedì 1 luglio 2010

WEB sedicente “altenativo” inutile o dannoso. Falsi alternativi e falsi anticapitalisti.

Di seguito, presento una piccola lista di BLOG PERICOLOSI O INUTILI, che si devono evitare/ ignorare nella navigazione, specificando per ciascuno il livello di inutilità/ dannosità.

1) carlogambesciametapolitics. Sociologo accademista, manierista, salottiero, inutile, arrogante, pieno di sé, intortato con squallidi culattoni radicali [sarà culatta lui stesso?] ed ex-aennino oppure ancora aennino che non ha coraggio di dichiararlo [gay "di destra"?]. Usa la citazione non per giustificare ma per puro sfoggio di cultura. Edonista idiota e falsamente cordiale nelle risposte ai commenti ["un abbraccio" piuttosto laido, che suona di moneta falsa]. Manca di coraggio ed è un conformista vigliacco, non certo un anticapitalista. Vorrebbe essere un "Guru" ma è soltanto uno stronzetto. Metapolitics si può perciò convenientemente tradurre in Metastronzate. Modesto livello di pericolosità, più che altro sgradevolezza, pelosità e in molti post citatologici - "ma come sono intelligente, ma quante cose so!" - inutilità assoluta.

2) CONFLITTI E STRATEGIE. G.P. [per l'anagrafe Petrosillo] è un giovinastro stronzo arrogante e un esaltato. glg [professor La Grassa] è il "Guru" del sito del suo scolaro G.P./ Petrosillo. glg è un anziano professore di economia con meriti pregressi, ma ora in piena deriva senile e in evidente avvitamento teorico. Sono chiaramente maxweberiani, geopolitici, di fatto fiancheggiatori del peggior berlusconismo, insensibili alle questioni sociali e ambientali, sono ormai entrati in una spirale di voyeurismo, monitorando il conflitto fra i VIP nelle alte sfere. Hanno aderito, almeno in parte, all'orrenda visione geopolitica euroasiatista [gli euroasiatisti fan di Putin, degli oligarchi e dei capital-comunisti cinesi sono loro alleati] che trasforma una disciplina recente e parziale come è in effetti la geopolitica in un'ideologia a sfondo messianico. Propugnano la teoria di fase capitalistica e la ricorsività [eterno ritorno delle cose ma non le stesse ... non accorgendosi che se non tornano esattamente le stesse cose, ma cose ben diverse, ciò che arriva è il nuovo!]. Ricorsività storica e geopolitica come ideologia MI HANNO ROTTO I COGLIONI PERCHE’ SONO SOLTANTO STRONZATE FILOCAPITALISTE CHE FUNGONO DA FALSIFICAZIONE POPPERIANA DEL NUOVO! E pensare che una volta si chiamavano RIPENSARE MARX! Non è grottescamente ironico? Questo blog può rappresentare un pericolo per i suoi contenuti negativi e obnubilanti, ed un fastidio a causa del fanatismo gruppettaro e intollerante di G.P. e del sopraggiunto “autismo” di glg.

3) EURASIA. rivista e simili. Il sufico professor Mutti, l’esaltato dottor Vernole e altri. Fanatici filo-russi multipolari adoranti nei confronti dell’ex KGB Putin e degli oligarchi della sua fazione. Idolatrano come salvifica per l’Europa la satrapia putiniana. Pregni delle “teorie” dell’esoterico-ciarlatano Dughin [avete mai letto qualcosa di suo? Che so … ad esempio i “cavalieri templari del proletariato”? Sono autentici collage di stronzate per polli] esaltano nel contempo la Cina capital-mercatista del socialismo schiavistico mutante. Non gliene frega niente, anche a questi come a quelli di prima [i “ripensaroli” del povero, incolpevole Marx] di questioni sociali, ecologiche e ambientali, delle condizioni in cui larga parte della popolazione mondiale è costretta a vivere. Credono che l’Eurasia, pura espressione geografica con popoli, culture, storie e tradizioni diversissime, rappresenti un’unità, o almeno lo vogliono far credere ai gonzi. Fanno della sedicente [o meglio, “da loro dicente”] Eurasia un’ideologia totalitaria e demenziale. Livello di pericolosità alta, al pari di quello di cui la punto 2. Da evitare accuratamente a meno che non si sia in vena di bestialità.

4) Bye Bye Uncle Sam. Sostanzialmente il dott. F. Roberti, collegato a Eurasia. Questo blog è un’autentica follia, perché è mono[ossessivamente]tematico, essendo stato creato dal geniale blogger esclusivamente per monitorare la NATO e le forze militari dell’”impero americano”. Roberti credeva che aprendo un blog anti-NATO questa ultima, in un paio d’anni, si sarebbe miracolosamente e progressivamente ritirata, liberando l’Italia. Così ovviamente non è stato, e il povero Roberti, incredulo, oggi ne soffre. Livello alto d’inutilità. Se durante la navigazione lo incontrate, non soffermatevi, perdereste inutilmente tempo.

5) Generazione Europa. Bagozzi, Orsini, Salimbeni. Un tempo c’era anche un certo Orso, che però intelligentemente se l’è filata Si tratta di un paio di siti ormai “morti”, non più aggiornati da tempo, veri relitti del web. Negativa propaggine triestina dell’euroasiatismo più fanatico, ideologico e deteriore la sua morte è dovuta alla mancanza di consensi e adesioni … pur vivendo in una società obnubilata, prona e manipolata, le stronzate euroasiatiste sono troppo anche per i molti imbecilli-decerebrati che caracollano in giro e in rete come zombie. Pericolosità medio/ alta, quindi da evitare, ma fortunatamente sembra che i due blog siano defunti.

6) Il Falso Maurizio Blondet. Questo sito era una merda e un abbietto covo di leghisti bastardi [bastava leggere i commenti per capirlo], ma per fortuna sembra essere scomparso, e quindi il problema non si pone … per ora, perché non è detto che ricompaia. Se dovesse ricomparire, tenete conto che è pericoloso e sussume un autentico merdaio leghista.

7) WOLFSTEP. Uriel, angelo non si capisce di che cosa, informatico in Germania ed ex-buttafuori. Intollerante, saccente, intimamente volgare, filo-capitalista non dichiarato e, ho modo di sospettare, anche para-leghista. Certe sue prese di posizione, per quanto possano sembrare originali, sono deleterie. Livello di pericolosità medio/ alto. Da evitare con cura.

8) La Cina Rossa. AAVV [autori vari]. Anche i bambini, raggiunta l’età scolare, capiscono che dopo la svolta denghiana ed in particolare ai giorni nostri la Cina rappresenta sempre di più un' orrenda forma di mercatismo, figlia della globalizzazione neoliberista, e un mostruoso ibrido fra socialismo svuotato di contenuti e capitalismo inquinatore e distruttore, in cui esistono i lager per il lavoro schiavo, masse di contadini poveri soggiogati dal capitale e operai supersfruttati. Eppure ci sono dei fanatici obnubilati, in alcuni casi fossili di altre epoche storiche, che credono che la Cina sia ancora Rossa, Comunista e Rivoluzionaria. Tanto varrebbe credere a Babbo Natale, a Berlusconi “presidente operaio” o alla Fata Turchina [se non è diventata anche lei Escort]! Povero Mao, non se lo meritava proprio! Sito inutile, più che pericoloso, anche perché tutti sanno cosa rappresenta la Cina oggi.

Per ora vi basti, concludo qui questa breve Schif Parade dei siti negativi/ falsi alternativi. Altri pericoli, altri “ostacoli” incontrati nella navigazione in internet ve li segnalerò in seguito, con un prossimo avviso ai naviganti.


Morte al capitalismo liberista e alla globalizzazione. Morte a Emilio Fede!

Compagno Eugenio Avati Ostilio
1 luglio 2010

lunedì 28 giugno 2010

L'UE CONTROLLERA' I CITTADINI CON OPINIONI RADICALI

Dal blog: Voci Dalla Strada http://www.vocidallastrada.com/2010/06/lue-controllera-i-cittadini-con.html

[Mio commento]

Orwell, Zamjatin e Huxley impazzano, con un pizzico di Matrix ...
Il capitalismo stringe la presa sulla società, controlla elettronicamente e fisicamente il denaro, controlla il cibo, controlla i media e cotrolla i soggetti nel suo ordine sospettati di essere "devianti".
Una sorta di Remote Control sarà attivato in tutta Europa.
Il capitalismo vuole produrre in serie le soggettività, in un processo ferale di selezione inversa.
Soggettività aderenti ai suoi "modelli culturali", prive di una visione critica della società e del mondo, ridotte a produttori-schiavi e consumatori idioti.
Qualcuno si arrenderà per paura, ma noi non demorderemo, non ci arrenderemo all'"inevitabile" e attenderemo il giorno della Rivoluzione.

Morte al Capitale transgenetico-finanziario!

26 giugno 2010

L'UE CONTROLLERA' I CITTADINI CON OPINIONI RADICALI
di Irene Lozano
Tra i successi della Presidenza spagnola dell’UE, è passata praticamente inosservata l’approvazione di un programma di controllo e di raccolta sistematica di dati personali di cittadini sospettati di sperimentare un processo di “radicalizzazione”. Questo programma può essere usato contro individui coinvolti in gruppi “di estrema destra o sinistra, nazionalisti, religiosi o no-global”, secondo quanto figura nei documenti ufficiali.Lo scorso 26 aprile, il Consiglio dell’UE riunito a Lussemburgo, affrontato il punto all'ordine del giorno dal titolo: "Radicalizzazione nell’UE", che si è concluso con l’approvazione del documento 8570/10. L'iniziativa fa parte della strategia di prevenzione del terrorismo in Europa, e inizialmente concepito per gruppi terroristici islamici. Tuttavia, il documento estende il sospetto in una tale forma ed in termini così generici che dà la possibilità alla polizia di controllare qualsiasi individuo o gruppo sospettato di essere radicalizzato. Così, un’attivista di un’organizzazione civile, politica o cittadina, senza rapporti col terrorismo, potrebbe essere spiato nel quadro di un programma che invita ad investigare dal "grado di impegno ideologico o politico" del sospettato, fino alla sua situazione economica di “disoccupato, deterioramento, perdita di una borsa di studio o di aiuto finanziario”.
Il documento approvato raccomanda agli Stati membri che “condividono informazione relativa ai processi di radicalizzazione”. “Cosa intende l’UE per radicalizzazione? Il testo dovrebbe definire il concetto, ma questo permetterebbe di limitare il controllo all’ambito del terrorismo islamico, e quindi non lo fa. Sollecita, invece, a considerare tra gli obiettivi ogni tipo di difensore di idee eterodosse. L’accordo mette anche sotto la lente d’ingrandimento della polizia i cittadini che difendono le idee radicali classiche, quelle dei sostenitori del riformismo democratico che hanno fatto così bene alla democrazia. Si potrebbe anche applicare contro coloro che si considerino radicali nel senso etimologico, dato che “radicale” è, nè più nè meno, quello che affronta i problemi dalla radice.
L’accordo polverizza lo spirito europeo della tolleranza verso tutte le idee, sempre che si difendano attraverso la parola, dato che, nella sua ansia di prevenire il terrorismo, amplifica il ventaglio di sospettati fino a diluire la notevole differenza tra i mezzi con i quali si difendono le idee e le idee stesse.
Il programma completo di controllo è raccolto in un documento precedente, il 7984/10, intitolato “Strumento per conservare dati e informazioni sui processi di radicalizzazione violenta”, di marzo di quest’anno. Casualmente, a questo testo è stato dato un carattere confidenziale, e si è conosciuto solo grazie al fatto che l’organizzazione della difesa delle libertà civili, http://www.statewatch.org/ ha avuto accesso ad esso e lo ha reso pubblico.La ONG denuncia che questo programma “non è diretto in primo luogo verso persone o gruppi che abbiano la pretesa di compiere atti terroristici, ma a persone che hanno punti di vista radicali, che vengono definiti come propagatori di messaggi radicali”.
Tra gli obiettivi del documento segreto figura “combattere la radicalizzazione ed il reclutamento” ed include allusioni relative alla persecuzione di chi incitano all’odio o alla violenza che sembrano essere dirette a gruppi terroristici o filo terroristi. Ma, queste risultano non necessarie, dato che sono già penalizzate dalla legislazione penale dei paesi europei. Il testo allude indistintamente alla “radicalizzazione” e la “radicalizzazione violenta”, associando il ricorso alla violenza con ogni tipo di idee estreme o antisistema.Il documento invita i governi a controllare i “messaggi di radicalizzazione” fino al punto di sfiorare la vulnerabilità della libertà d’espressione. Il programma invita a scrutare le audizioni nelle quali vengono rivolti messaggi radicali, siano essi di sostegno alla violenza oppure no, se esistono altri gruppi con le stesse idee che rinneghino la violenza, come si trasmettono i messaggi radicali, ecc.Scendendo nei dettagli sul controllo individuale, raccomanda d’indagare anche i sentimenti delle persone che militano in gruppi sospetti, attraverso domande come quelle che mirano a conoscere i “sentimenti della persona in relazione alla sua nuova identità collettiva ed ai membri del gruppo” E con domande tipo: “La persona ha fatto commenti su fatti, principalmente di natura politica, usando argomenti basati su messaggi radicali? Ha fatto commenti sulla sua intenzione di prendere parte ad atti violenti?".In questo modo, l’accordo apre una pericolosa via di persecuzione delle idee, gli argomenti e perfino gli stati d’animo.La riunione nella quale è stato approvato questo programma di controllo cittadino è stata presieduta dal ministro degli Affari Esteri, Miguel Angel Moratinos, dato che la Spagna ha la Presidenza di turno dell’UE. Ha assisto anche il segretario di Stato dell' UE, Diego Lopez Garrido, così come la maggior parte dei ministri degli Affari Esteri comunitari.
Fonte: http://www.cuartopoder.es/casidesnuda/la-ue-vigilara-a-los-ciudadanos-de-opiniones-radicales/210Documento 8570/10 del Consiglio dell'Unione Europea
Tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

mercoledì 23 giugno 2010

A Pomigliano ha vinto la Fiat?


Un affrettato censimento dei vincitori e vinti nello scontro [sul Kampfplatz!] di Pomigliano - miseramente concretizzatosi in un referendum pilotato - sembra aver decretato la vittoria dei globalisti di Fiat, del boia Marchionne, del debosciato Elkann e dei potentati anglo-americani che gli stanno alle spalle.
Si dirada la nebbia attorno alla fumosa espressione "economia sociale di mercato", usata di recente dal menzognero Tremonti davanti a una platea di kapò - in quel grande campo di concentramento che sta diventando il lavoro dipendente in Italia - e di spregevoli sindacalisti gialli della CISL.
I vinti sarebbero gli operai campani di Pomigliano, la Fiom e in generale tutti coloro che si oppongono [purtroppo debolmente e non in armi] al liberalcapitalismo distruttore.
Ma è proprio così?
Questo "accordo", estorto con ricatto, minaccia e violenza dal boia criminale di guerra Marchionne e suoi luridi collegati, è destinato a durare?
Perché il topo di fogna Marchionne continua a studiare ipotesi di chiusura/ cessione dello stabilimento campano, di scorporo e simili?
Quale piano alternativo ha in mente questo razziatore assassino?
Ed anzitutto, perché prepara piani alternativi, come se la sua vittoria bellica dovesse rivelarsi temporanea?
Il porco ha paura?

Eugenio Avati Ostilio
[Ammiratore di Pol Pot e Berija]
23 giugno 2010

martedì 22 giugno 2010

LA IENA MARCEGAGLIA

Ecco la macellaia sociale, la regina dell'osceno regno del male di confindustria, la rappresentante della grande evasione fiscale, l'assassina dei diritti del popolo.
Ecco la miserabile iena parassita mentre pregusta la schiavizzazione di milioni di lavoratori.

Una forma di vita nociva per la collettività, da cancellare subito assieme al boia Marchionne e al vecchio giullare Bombassei.
CONDANNATA AL GULAG A VITA DALLE FUTURE FORZE RIVOLUZIONARIE.


Il comitato di salute pubblica Lavrentij Pavlovič Berija